CABREUVA INCENSO / BALSAMO

30 Giugno 2020

Nome commerciale: Cabreuva Incenso / Balsamo

Nome botanico: Myroxylon spp., Myroxylon Balsamun ( L.), Myrocarpus Frondosus, Myrocarpus Fastigiatus

Area di provenienza: America centrale e meridionale

Aspetto: Durame arancione, bruno rossastro o porporino, talora variegato. Alburno biancastro nettamente differenziato

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QUALI CARATTERISTICHE DEVE AVERE UN SUPPORTO PER LA POSA FLOTTANTE? 

22 Maggio 2020

QUALI CARATTERISTICHE DEVE AVERE UN SUPPORTO PER LA POSA FLOTTANTE? Il supporto di posa per i parquet flottanti non necessita di tutti i requisiti richiesti per la posa incollata, ma deve avere adeguate caratteristiche di: Resistenza alla compressione Planarità Quota coerente alle pavimentazioni adiacenti Umidità I vantaggi di una buona progettazione La posa flottante in molti casi ci consente, con un’opportuna valutazione e/o progettazione, di modificare le prestazioni termiche o acustiche del nostro sistema pavimento e di sopperire a un eventuale problema di umidità. Come? Con un’idonea scelta del materassino sottopavimento che, a seconda dei casi, può avere caratteristiche di: Capacità di compensazione per piccoli dislivelli nella vecchia pavimentazione sottostante Isolamento acustico per rumori da riverbero interno ai locali Isolamento acustico per rumori verso/dal piano sottostante Bassa conducibilità termica (in caso di posa su un supporto particolarmente freddo non isolato) Alta conducibilità termica (in caso di posa su impianto radiante) Funzione di barriera vapore o freno al vapore (per garantire e tutelare il parquet dall’eventuale umidità residua o di risalita) L’importanza delle norme Per operare secondo la regola d’arte è utile, comunque, conoscere sempre le indicazioni delle norme sulle caratteristiche dei massetti per pavimenti in legno UNI 11371:2017 e UNI 11368-2:2013 sui requisiti del parquet posato flottante.

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POSSO METTERE IL PARQUET IN BAGNO E IN CUCINA?

13 Maggio 2020

POSSO METTERE IL PARQUET IN BAGNO E IN CUCINA? Sempre più persone, che pianificano la scelta del pavimento in legno nella loro abitazione, vorrebbero che il parquet entrasse in continuità in tutta la loro casa, compresi ambienti – affatto marginali – come cucina e bagno. L’architettura contemporanea li considera luoghi sempre più centrali della casa. Sono ambienti da personalizzare, arredare, esaltare con abbinamenti di materiali che, alla naturalezza, aggiungano un tocco di design. Vecchi retaggi e nuove prospettive La spinta verso la contemporaneità viene però spesso frenata da convinzioni – di fatto ormai superate – secondo cui, in alcuni ambienti, causa umidità, vapori e microclima interno, la posa del parquet sarebbe sconsigliata. Ma non è così. Cerchiamo dunque di sfatare falsi miti. I dubbi più frequenti «Se cade acqua a terra il parquet si rovina?», «Il parquet è un pavimento pratico? Facile da gestire?», «Posso pulirlo e igienizzarlo?». Sono solo alcune delle domande più frequenti che i clienti rivolgono ai parchettisti o ai professionisti del parquet quando immaginano di posare questo tipo di pavimento, soprattutto in cucina e in bagno. La risposta è: il parquet non ha limiti e garantisce ottime performance in tutti gli ambienti. Bisognerebbe sceglierlo perché offre una serie di vantaggi: Non teme acqua e umidità Offre un rivestimento senza fughe Garantisce “zero interruzioni” tra i pavimenti dei diversi ambienti È pratico e igienico È elegante e raffinato Parquet sempre ok Partiamo dalla possibile caduta di gocce d’acqua sul parquet, magari mentre si esce dalla doccia o dalla vasca, oppure in cucina, quando si lavano le stoviglie. Il pavimento in legno è protetto e rivestito da speciali finiture, strati di vernice o impregnazione di oli, che lo rendono idrorepellente e pratico da utilizzare. È perfettamente in grado, dunque, di “resistere” all’acqua. L’unica accortezza è asciugare le gocce con un panno morbido di cotone. E a proposito di umidità? A differenza dell’acqua, l’umidità potrebbe nascondere insidie maggiori, in quanto invisibile e latente. Ma anche in questo caso, basterà adottare piccole precauzioni e accorgimenti. Una buona abitudine, per esempio, è arieggiare i locali al termine di una doccia o un bagno, oppure in cucina dopo aver utilizzato forni e fornelli. Il parquet in bagno e cucina, inoltre, è semplice da manutenere. Per pulirlo bastano un semplice panno in microfibra e il giusto detergente. Nulla a che vedere con i rivestimenti in cui sono presenti i giunti cementizi (le cosiddette fughe) che nel tempo si anneriscono e si svuotano, diventando rifugio di sporco e muffa. E in ultimo…il parquet è elegante e raffinato, come solo lui sa essere. Si tratta del miglior materiale naturale che si possa posare in bagno e cucina. Con le sue straordinarie capacità di adattarsi ai complementi d’arredo, saprà enfatizzare qualsiasi stile si voglia realizzare. Buon parquet a tutti!

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MATERASSINO: TRA PARQUET E SOTTOFONDO, PER UNA POSA FLOTTANTE PERFETTA

1 Maggio 2020

MATERASSINO: TRA PARQUET E SOTTOFONDO, PER UNA POSA FLOTTANTE PERFETTA Il sistema di posa flottante è una tipologia di posa del pavimento in legno che si basa sull’utilizzo di un materassino interposto tra il parquet e il sottofondo. Questa tipologia di posa è assolutamente necessaria per la posa di pavimenti in laminato e Lvt, ma è idoneo e sicuro anche per la posa di pavimenti in legno stratificati, controbilanciati, con incastri a secco. Ancora oggi però ci sono tanti pregiudizi sulla posa flottante, tanto da renderle difficile il confronto con la posa incollata. Incollare è meglio? Non sempre Ci sono diversi fattori che dovrebbero convincere i committenti, ma anche gli addetti ai lavori, che la posa flottante, se fatta a regola d’arte, è qualitativamente pari a quella incollata, e forse anche consigliata. In situazioni estreme, infatti, può permettere la posa di un pavimento in legno che, invece, con la posa incollata non si potrebbe installare a regola d’arte. I plus della posa flottante: Offre stabilità dimensionale ai pavimenti in legno. Spesso si attribuisce alla posa flottante una scarsa stabilità pensando, erroneamente, che i pavimenti flottanti “ondeggino su e giù” e che si muovano facilmente. Come ben noto, però, tutti i pavimenti in legno hanno variazioni dimensionali che dipendono direttamente dai cambiamenti climatici (temperatura e umidità) dell’ambiente in cui sono stati posati. Se prendiamo in esame un pavimento in legno posato incollato e, uno identico, posato flottante, e li sottoponiamo a forti variazioni di temperatura e umidità nel loro ambiente, otterremo due comportamenti diversi. Nel primo caso (posa incollata) il pavimento, essendo “ancorato al sottofondo” tramite l’adesivo, avrà scarse possibilità di movimento e dovrà di conseguenza liberare le sue energie deformando gli elementi. Nel secondo caso, invece, essendo posato flottante, rimarrà svincolato dal sottofondo e avrà la possibilità di dilatarsi e/o ritirarsi senza deformare gli elementi. Cosa ne conseguirà? Con la posa incollata registrerò, probabilmente, più danni o maggior dispendio di energie per la riparazione del pavimento deformato. Con la posa flottante si verificheranno delle fessurazioni e/o dilatazioni che, con minor sforzo, si sistemeranno. Inoltre, in caso di interventi di ripristino, lo smontaggio degli elementi da una posa flottante risulterà più semplice di quello da posa incollata. È idonea alla posa su massetto radiante. Le aziende produttrici di materassini si sono sempre più impegnate, nel tempo, a sviluppare prodotti al passo con le nuove tecnologie del mondo edile. Il pavimento con pannelli radianti è sempre più diffuso, anche nelle ristrutturazioni dove, a volte, si possono sfruttare solo spessori ridotti. La posa flottante su pannello radiante, se fatta con materassini idonei, offre ottime caratteristiche. Come noto, il limite di resistenza termica per un sistema di riscaldamento a pavimento è di 0,15 mq k/w. I materassini studiati per questi casi sono costituiti da materiali termo conduttivi e con densità molto alte. Hanno valori di resistenza termica di 0,01 mq k/w e dunque consentono di mantenere il limite generale di resistenza, rendendo compatibile questo sistema di posa con il riscaldamento a pannelli radianti. Riduce la “rumorosità” del pavimento. Come detto, la posa flottante richiede l’installazione dello strato isolante (materassino) tra il pavimento e il sottofondo. […]

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FACCIAMO CHIAREZZA SULLE TIPOLOGIE DI POSA

23 Aprile 2020

FACCIAMO CHIAREZZA SULLE TIPOLOGIE DI POSA Quando il parchettista affianca e guida il cliente nella scelta di un pavimento in legno, spesso deve rispondere al quesito: «Qual è la migliore tipologia di posa per questo lavoro?». Un dato è certo. Prima di individuare le dimensioni degli elementi in legno che costituiranno la pavimentazione e la successiva scelta della geometria di posa bisogna capire la tipologia di posa. Posa flottante, incollata, chiodata/avvitata Le principali tipologie di posa sono: Posa flottante (o galleggiante) Posa mediante incollaggio Posa mediante chiodatura/avvitatura Partiamo dal piano di posa Prima di approfondire le varie tipologie di posa è importante verificare i requisiti che assolutamente deve avere il piano di posa per poter procedere con la messa in opera rispetto alla tipologia scelta. Per piano di posa si intende la superficie sulla quale, con diverse metodologie, vengono applicati gli elementi in legno che costituiscono la pavimentazione finita come per esempio: un massetto cementizio o in anidrite, un precedente pavimento in ceramica, in marmo o in parquet, ecc. Posa flottante Il parquet è un’unica superficie di legno semplicemente appoggiata al piano di posa e viene realizzata con elementi muniti di incastro maschio/femmina o a mezzo di qualsiasi meccanismo che ne assicuri l’accostamento degli elementi stessi secondo le indicazioni dei produttori e generalmente di dimensioni importanti. Gli elementi con incastro maschio/femmina vengono uniti fra di loro con un sottile strato di colla vinilica in classe D3, dal lato dell’incastro della femmina. Il parquet flottante deve essere posizionato su uno strato di isolamento acustico detto “materassino” costituito da vari materiali quali per esempio: espansi ad alta densità, sughero pressato, pannelli in fibra di legno, geotessuti, caucciù e altro. Tale operazione ha una doppia funzione: uniformare il contatto tra il parquet e il piano di posa e limitare la propagazione del rumore negli ambienti sottostanti e all’interno del locale. Laddove all’interno del piano di posa è presente un impianto di riscaldamento e raffrescamento lo strato isolante deve presentare bassa resistenza termica per consentire il corretto irraggiamento del calore. Il parquet flottante deve anche essere posto in opera su una barriera/freno al vapore con un valore SD >40mt come prescritto nella norma UNI 11470:2015. Il valore SD è la capacità degli SMT – Schermi Membrane Traspiranti – (per esempio un foglio di politilene con spessore minimo di 0,2 mm) di lasciarsi attraversare da vapore acqueo in modo controllato. Questa traspirabilità viene espressa tramite valore SD che indica lo strato d’aria equivalente espresso in metri che oppone la stessa resistenza al passaggio del vapore acqueo. La posa flottante caratterizza il parquet con una leggera elasticità che attutisce la rigidità al camminamento. Posa mediante incollaggio Questa tipologia di posa raggruppa sia i parquet prefiniti (stratificati) sia i parquet da levigare (in legno massiccio). Sul piano di posa viene applicato un adesivo mediante spatola a denti triangolari con dimensioni che possono variare in base alle indicazioni del produttore. Mediante la spatola, l’adesivo viene lavorato più volte con ampi movimenti a semi-cerchio sul piano di posa in modo da promuovere il contatto tra l’adesivo e il supporto per ottenere le cosiddette “righe” di adesivo. È importante seguire la scheda […]

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AIPPL REDIGE IL PROTOCCOLO ANTI COVID-19 PER LA SICUREZZA DEI LAVORATORI

23 Aprile 2020

In tempi di Coronavirus, per tutelare la salute e la sicurezza, oltre che la salubrità dell’ambiente in cui opera ogni singolo attore della filiera del parquet e dei pavimenti in legno, AIPPL ha elaborato un importante documento. Salute, sicurezza e salubrità sono, infatti, da sempre, una priorità per l’Associazione. Nuove abitudini e nuove misure Con il diffondersi della pandemia, i temi cari ad AIPPL sono diventati necessità. COVID-19 ci ha imposto, infatti, nuove abitudini e nuove misure che assicurino il contrasto della diffusione del virus e scongiurino nuove risalite della curva del contagio. In particolare, con l’avvicinarsi della tanto attesa fase 2 della pandemia, quella cioè di graduale ritorno alle attività (soprattutto lavorative), l’Associazione ha lavorato per non farsi trovare impreparata alla ripartenza. Il protocollo di regolamentazione Il documento elaborato da AIPPL prende il nome di PROTOCOLLO DI REGOLAMENTAZIONE DELLE MISURE PER IL CONTRASTO E IL CONTENIMENTO DELLA DIFFUSIONE DEL VIRUS COVID-19 NEGLI AMBIENTI DI LAVORO PER IL SETTORE DELLA FORNITURA E POSA IN OPERA DELLE PAVIMENTAZIONI DI LEGNO Si tratta di un insieme di linee guida che l’Associazione ha redatto con il supporto di SAFETYPLAN81srls (società che fornisce servizio di consulenza ad AIPPL nell’ambito della sicurezza sul lavoro) e di altre aziende operanti nel settore sanificazione. Il protocollo è liberamente consultabile per i soci. AIPPL invita, pertanto, quanti vogliano riceverlo, ad associarsi. Far parte dell’Associazione significa anche affrontare e superare, insieme, le grandi sfide. Proprio nei momenti più delicati e complessi, il gioco di squadra è fondamentale per agire con consapevolezza, senza improvvisazioni.  

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POSA INCOLLATA. QUALI ADESIVI?

17 Aprile 2020

POSA INCOLLATA. QUALI ADESIVI? Le pavimentazioni in legno fanno parte delle nostre abitazioni da centinaia di anni. Solo in Italia ne abbiamo tanti esempi: palazzi, residenze reali e caffè storici, in città colme di storia. In passato i sistemi di posa erano sicuramente diversi da quelli di oggi. Alcuni di questi sistemi sono tuttora usati, mentre altri si sono evoluti: agli inizi gli adesivi non esistevano e si utilizzavano sistemi di posa a secco oppure si fissavano gli elementi utilizzando strati di catrame ancora caldo. Con l’arrivo degli adesivi chimici, i parchettisti hanno visto semplificarsi le loro operazioni: lavori più veloci e più duraturi nel tempo, possibilità di posa su svariati sottofondi con incollaggio di elementi anche di grandi dimensioni. Le caratteristiche di un adesivo ottimale Garanzia di buona adesione e coesione. Ecco perché è fondamentale capire quale adesivo è idoneo per ciascuna tipologia di intervento. Buona resa del prodotto. Ciò riduce gli sforzi applicativi e lo spreco economico. Emissioni di VOC sotto controllo. Un tema fondamentale per la tutela ambientale e la salute degli operatori e dei clienti finali. Adesione e coesione In merito alla garanzia di buona adesione e coesione occorre precisare che si tratta di due fattori connessi, che dipendono: dalla composizione chimica dell’adesivo, dalla condizione del sottofondo di posa e dalla messa in opera. Adesione e coesione sono due diverse forze di legame. Tali legami possono crearsi tra le molecole di un composto (coesione) oppure tra le molecole di un composto adesivo e quelle di un altro materiale (come quelle di un sottofondo) e in questo caso parliamo di adesione. Adesione e coesione dipendono anche da altri fattori quali, per esempio, una corretta preparazione del sottofondo e una giusta posa in opera. Occorre pertanto valutare sempre temperatura e umidità ambientali in cui si opera. Se non correttamente rilevate e interpretate possono compromettere la bagnabilità e/o la viscosità dell’adesivo. Adesivo e forze di legame Il compito principale dell’adesivo è quello di trasformarsi da liquido a solido per creare le forze di legame. Questa trasformazione dipende dalla composizione chimica dell’adesivo stesso, ovvero dal rapporto di miscelazione tra resine, solventi/acqua, cariche, additivi ed eventuali induritori. I prodotti in commercio In commercio troviamo numerosi prodotti con diverse composizioni e per diversi utilizzi. Possiamo però suddividerli in 3 grandi categorie: 1. Adesivi non reattivi monocomponenti (la classica vinilica ne è un esempio). Questi adesivi sono formati da una parte solida (la resina) che viene sciolta nel veicolo (solvente) che può essere a base acqua oppure solvente. L’adesivo indurisce lasciando evaporare il solvente nell’aria. Se è a base solvente, quindi, attenzione alle emissioni. Mentre se è a base acqua possono verificarsi imbarcamenti del pavimento in legno. Gli adesivi non reattivi monocomponenti hanno caratteristiche di flessibilità, ma sono sensibili ai liquidi, come i solventi, o all’acqua e il calore può disgregare il prodotto indurito. 2. Adesivi reattivi bicomponenti (la classica epossi poliuretanica e la poliuretanica bicomponente ne sono un esempio). In commercio vengono proposti nella doppia confezione abbinata: la confezione grande contiene la resina liquida, mentre la piccola l’induritore. Per utilizzarli al meglio è necessario prestare attenzione alla miscelazione. La reazione, infatti, deve avvenire alla […]

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COME SI PULISCE IL PARQUET?

6 Aprile 2020

COME SI PULISCE IL PARQUET? «Come si pulisce il parquet?» È una domanda molto ricorrente fra le persone che si avvicinano al mondo del pavimento in legno o fra chi lo possiede già ma pensa di sbagliare. Facciamo pertanto un po’ di chiarezza sull’argomento. DIPENDE DALLA FINITURA Per una corretta pulizia occorre anzitutto capire che tipo di finitura ha il proprio parquet: Verniciato Oliato Cerato Ognuno di questi trattamenti richiede delle specifiche di manutenzione e opportuni detergenti per la pulizia ordinaria. PARQUET VERNICIATO Dopo un’accurata aspirazione con aspirapolvere, dotata di “spazzola parquet” a setole morbide, è possibile lavare il pavimento con un panno in microfibra di color marrone (più specifico per parquet). Il panno va immerso in una soluzione specifica ottenuta miscelando, in un secchio, acqua e detergente neutro igienizzante non schiumogeno, specifico per parquet verniciati. Far scorrere il panno verso il lato lungo delle “doghe” Particolarmente utile durante il lavaggio – soprattutto se il pavimento è “spazzolato” – è far scorrere il panno verso il lato lungo delle “doghe”, per facilitare lo scorrimento ed evitare la formazione di aloni o striature. Usare detergente neutro Come detto, il miglior detergente per parquet verniciati è neutro, specifico per questo tipo di pavimenti e senza cere. Il consiglio è diffidare di detergenti “generalisti” per parquet che riportano diciture del tipo: «detergente idoneo a tutti i tipi di parquet, verniciati, oliati e cerati, arricchito con cere naturali per lucidare e rendere brillante il tuo parquet». PARQUET OLIATO/CERATO A differenza dei pavimenti verniciati, protetti da uno strato di vernice superficiale, quelli con trattamento a olio o a cera sono resi idrorepellenti da olii naturali o cere dure, stese sulla pavimentazione. Proprio per questa differenza sostanziale la manutenzione ordinaria è diversa sotto alcuni aspetti. Aspirare e detergere Prima del lavaggio è sempre consigliato aspirare con aspirapolvere dotata di “spazzola parquet” a setole morbide. Successivamente è possibile eseguire il lavaggio con un detergente neutro specifico per pavimenti a olio/cera. La particolarità di questi prodotti pulenti è rappresentata dalla loro composizione, arricchita di olii naturali che hanno lo scopo – durante la normale detersione – di nutrire il pavimento in legno, garantendo una lunga durata dell’idrorepellenza anche a contatto con agenti chimici domestici (es. olio, latte, sugo, aranciata). Pulitore intensivo ogni 30/60 giorni È buona norma – ogni 30/60 giorni – effettuare un lavaggio con un pulitore intensivo, al fine di migliorare la detersione del pavimento a olio/cera. Gli step per la pulizia devo susseguirsi secondo le modalità descritte nel paragrafo precedente. Dopo la pulizia intensiva è consigliabile un lavaggio con detergente neutro per ridonare alla pavimentazione il regolare strato di idrorepellenza. Manutenzione profonda ogni anno Una volta l’anno è opportuno valutare una manutenzione più profonda che preveda la stesura di un sottilissimo strato di olio per mantenere sempre vigoroso l’aspetto del pavimento, conservando lo stato originario. OCCHIO AI PRODOTTI Un suggerimento valido per tutti i tipi di pavimento: mai usare prodotti con caratteristiche schiumogene, abrasive, corrosive, acide, sia di natura chimica che naturale. Buon parquet a tutti!

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NUOVO PROGETTO DI NORMA UNI PER PAVIMENTI DI LEGNO E PARQUET

24 Giugno 2019

NUOVO PROGETTO DI NORMA UNI PER PAVIMENTI DI LEGNO E PARQUET Lo scorso 20 giugno è stata avviata una nuova inchiesta pubblica preliminare per 10 progetti di norma nazionale e di adozione di norme ISO, tra cui la valutazione del progetto di norma UNI 1606448 (inerente la revisione delle norme UNI 11368-1:2010 e UNI 11368-2:2013), dal titolo Pavimentazioni di legno e parquet – Posa in opera – Criteri e metodi di valutazione della realizzazione della pavimentazione. C’è dunque tempo sino al 3 luglio prossimo per inviare commenti sulla banca dati online di UNI. Secondo UNI, infatti, «solo vagliando preventivamente le concrete esigenze del mercato è possibile avviare in maniera utile ed efficace i lavori di normazione, perché lo sviluppo di una norma deve aver luogo solo di fronte a un reale beneficio e individuando tutti i soggetti significativi degli interessi in gioco, in modo che ci sia una “rappresentanza adeguata”». Il lavoro in Commissione Legno e gli obiettivi A valutare il progetto di norma UNI 1606448 è il Gruppo di Lavoro “Legno non strutturale” della Commissione Legno. L’intento è di aggiornare lo stato dell’arte attuale ampliando lo scopo e il campo di applicazione per includere la posa mediante incollaggio e la posa flottante (attualmente suddivisi in due parti), estendendolo ulteriormente alla posa mediante avvitatura/chiodatura. L’ampliamento del campo di applicazione della norma, oltre a un beneficio pratico di consultazione, potrà portare giovamento al mercato in termini di competenze tecniche e nei rapporti contrattuali per tutti i soggetti della filiera. Il progetto definisce i criteri di valutazione e le metodologie da applicare per la valutazione della realizzazione di pavimentazioni di legno e parquet per uso interno, a posa ultimata e al momento della consegna dell’opera. Si applica alle pavimentazioni posate mediante incollaggio, flottanti e mediante avvitatura/chiodatura, su qualsiasi tipologia di supporto, impiegate negli edifici di nuova costruzione e/o esistenti, e sostituirà le norme EC 1-2011 UNI 11368-1:2010, UNI 11368-2:2013, UNI 11368-1:2010. Il ruolo di AIPPL AIPPL, lo ricordiamo, partecipa attivamente ai lavori normativi nazionali e internazionali, svolgendo un importante ruolo di rappresentanza presso i tavoli di lavoro pertinenti. Gli Enti normatori con cui l’Associazione collabora sono, appunto, UNI e UNICHIM. In UNI, AIPPL è presente nelle seguenti Commissioni: • UNI/CT 022/GL 05 “LEGNO NON STRUTTURALE” • UNI/CT 033/GL 23 “SUPPORTI DI PAVIMENTI (MASSETTI)” Nella Commissione UNI/CT 022/GL 05 “Legno non strutturale”, AIPPL è attualmente impegnata nella revisione delle norme UNI 11368-1:2010 e UNI 11368-2:2013. Di seguito i contenuti, presto rivisti e aggiornati. UNI 11368-1:2010. Pavimentazioni di legno – Posa in opera – Criteri e metodi di valutazione – Parte 1: posa mediante incollaggio. La norma definisce i criteri di valutazione e le metodologie da applicare per la qualificazione del personale per la posa in opera di pavimentazioni di legno e parquet. UNI 11368-2:2013. Pavimentazioni di legno – Posa in opera – Criteri e metodi di valutazione – Parte 2: posa flottante. La norma definisce i criteri di valutazione e le metodologie da applicare per la valutazione della posa in opera di pavimentazioni di legno e parquet per uso interno finite al momento della consegna dell’opera. La norma si applica alle pavimentazioni flottanti costituite da elementi massicci o […]

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AIPPL AL LAVORO PER LE REVISIONI UNI 11368-1:2010 e UNI 11368-2:2013

28 Febbraio 2019

AIPPL AL LAVORO PER LE REVISIONI UNI 11368-1:2010 e UNI 11368-2:2013 AIPPL partecipa attivamente ai lavori normativi nazionali e internazionali, svolgendo un importante ruolo di rappresentanza presso i tavoli di lavoro pertinenti. Gli Enti normatori con cui collabora AIPPL sono UNI e UNICHIM. Chi è UNI UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) è un’associazione privata senza scopo di lucro riconosciuta dallo Stato e dall’Unione Europea che elabora e pubblica norme tecniche volontarie in tutti i settori industriali, commerciali e terziario. Sono soci UNI le imprese, i professionisti, le associazioni, gli enti pubblici, i centri di ricerca le rappresentanze dei consumatori e dei lavoratori, ecc., che insieme costituiscono la piattaforma di confronto tecnico unica a livello nazionale. UNI rappresenta l’Italia presso le organizzazioni di normazione europea (CEN) e mondiale (ISO). AIPPL è presente nelle seguenti Commissioni: • UNI/CT 022/GL 05 “LEGNO NON STRUTTURALE” • UNI/CT 033/GL 23 “SUPPORTI DI PAVIMENTI (MASSETTI)” Chi è UNICHIM UNICHIM (Associazione per l’unificazione nel settore dell’industria chimica), Ente federato all’UNI, si occupa della stesura di norme e linee guida relativi a adesivi, pitture e vernici, prodotti petroliferi, fertilizzanti, ecc. È la rappresentanza italiana presso CEN e ISO. AIPPL è presente nella • COMMISSIONE “ADESIVI”- GRUPPO DI LAVORO “ADESIVI PER L’EDILIZIA” UNI 11368-1: 2010 e UNI 11368-2:2013 PRESTO AGGIORNATE In ambito UNI, AIPPL è attualmente impegnata nella revisione delle norme UNI 11368-1:2010 e UNI 11368-2:2013 su Pavimentazioni di legno – Posa in opera – Criteri e metodi di valutazione – Parte 1: posa mediante incollaggio/Parte 2: posa flottante. Si tratta di norme di fondamentale importanza per il lavoro del parchettista poiché possono determinare l’accettazione o meno dell’opera. Ma di cosa parlano? Di seguito i contenuti, in attesa di aggiornamento. UNI 11368-1:2010. Pavimentazioni di legno – Posa in opera – Criteri e metodi di valutazione – Parte 1: posa mediante incollaggio. La norma definisce i criteri di valutazione e le metodologie da applicare per la qualificazione del personale per la posa in opera di pavimentazioni di legno e parquet. UNI 11368-2:2013. Pavimentazioni di legno – Posa in opera – Criteri e metodi di valutazione – Parte 2: posa flottante. La norma definisce i criteri di valutazione e le metodologie da applicare per la valutazione della posa in opera di pavimentazioni di legno e parquet per uso interno finite al momento della consegna dell’opera. La norma si applica alle pavimentazioni flottanti costituite da elementi massicci o multistrato da finire in opera o finiti in fabbrica su qualsiasi tipologia di sottofondo impiegate nelle principali destinazioni d’uso quali edilizia residenziale di nuova costruzione e/o esistente per il terziario pubblica e commerciale. La norma non si applica alle pavimentazioni sportive esterne e industriali e al recupero di pavimentazioni di legno e parquet preesistenti.

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